Il mondo di Sylvain Tesson è sempre una frontiera da attraversare: le steppe della Siberia, i sentieri himalayani, le foreste francesi percorse a piedi o l’arco alpino sugli sci. Questa volta, però, sceglie una lentezza diversa. Dal porto di Gijón, in Galizia, salpa con due amici su una barca a vela di quindici metri e segue il filo delle coste celtiche, dalla Bretagna alla Cornovaglia, dal Galles all’Irlanda fino alla Scozia, inseguendo non un’impresa ma una presenza, quella delle fate, e mettendosi in ascolto degli echi di Victor Hugo e di Shakespeare, di Omero e di Goethe, di Eraclito e di Céline. Le fate di Tesson non appartengono al folklore romantico, né alle leggende addomesticate per l’infanzia. Sono apparizioni fugaci e laterali, sopravvivenze del paganesimo europeo, incarnazioni di un rapporto con la natura che l’Occidente sembra aver dimenticato. Nelle baie battute dalla pioggia, nei pub dei porti, sulle isole spazzate dal vento, ai piedi delle scogliere aggredite dalle ma ree, il viaggio diventa allora una ricognizione spirituale che fonde storia, rêverie, filosofia e contemplazione.
In barca a vela con le fate di Sylvain Tesson è una lettura consigliata dalla Libreria Passaparola.

